Tradizioni natalizie della Val Venosta

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Il 5 dicembre in Val Venosta si festeggia San Nicolò, ed è una tra le tradizioni alpine più affascinati!

Diffusa soprattutto nelle vallate dove in passato c’è stata forte influenza tedesca, questa giornata assume un fascino particolare per i bambini, paragonabile al Natale stesso.

L’origine di San Nicolò è turca, fu vescovo di Myra (Anatolia), rimasto orfano da piccino, studiò e fu allevato in un monastero. San Nicolò a 17 anni divenne il più giovane prete dell’epoca e della sua ricchezza, ereditata dai poveri genitori, fece regali e doni ai bimbi poveri e alle famiglie che non possedevano niente.

Si dice che, quando era già vescovo, fece resuscitare tre bambini che erano stati uccisi. La sua figura è legata alla protezione delle persone povere, delle vedove e dei bambini.

La sera del 5 dicembre per le strade della Val Venosta  appena fa buio il santo comincia a percorrere le vie del paese, accompagnato dai suoi aiutanti i Krampus. I Krampus indossando pellicce e paurose maschere, vagano schiamazzanti per la città alla ricerca di bambini “cattivi”. San Nicolò con la sua lunga barba bianca porta in dono ai bambini buoni dolci e caramelle o rimproverando i bambini a seconda se sono stati più o meno buoni.

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